mercoledì 28 ottobre 2026

Ergonomia dei Cammini via Mare


Si è svolta a Cassino e a Gaeta la Terza Edizione della Fiera Internazionale della Ergonomia dei Cammini (22 e 23 ottobre 2026). 


Erberto Sandon, Ergonomo Europeo Certificato, ha partecipato come relatore in collegamento remoto con un contributo dal titolo "La Comunicazione in Mare".


Sono stati trattati gli aspetti cognitivi legati alla ergonomia della navigazione marittima, ovvero l’orientamento e la comunicazione, con attenzione particolare alla sicurezza. 

A differenza dei cammini terrestri, il muoversi lungo un itinerario marino pone delle sfide aggiuntive. La mancanza di riferimenti (montagne, vegetazione, …)  spesso rende più difficoltoso individuare la posizione e mantenere la direzione. 

Come per i cammini di terra, anche il viaggio via mare diventa facile e sicuro (cioè ergonomico) quando disponiamo di strumenti, metodi e conoscenze per individuare  la direzione, tenere la rotta, evitare  ostacoli e pericoli ed in caso di necessità poter comunicare tempestivamente con la terraferma.


Dai fari, dalla la bussola, dal sestante, dalle boe di segnalazione  sino ai radar marini e la navigazione satellitare: nel corso del tempo l'uomo ha sviluppato strumenti per rendere la navigazione più sicura.


Una delle maggiori difficoltà quando ci si muoveva via mare è quella delle comunicazioni con la terraferma e con altre imbarcazioni. Furono evidentemente escogitati segnali visivi con bandiere e lanterne, ma la portata era davvero ridotta. Soprattutto, in caso di grave pericolo e in caso di imminente affondamento, era quasi sempre impossibile chiedere soccorso.

Agli inizi del ‘900 si cominciò ad installare sulle navi una stazione radiotelegrafica. Il telegrafo senza fili di Guglielmo Marconi era appena stato “inventato”, e fu proprio nella sicurezza della navigazione marittima che la nuova invenzione trovò una proficua applicazione.


Guarda il video: https://youtu.be/kK0b4Juf3i8




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giovedì 28 maggio 2026

Ergonomia Cognitiva ed Ergonomia della Comunicazione

Un breve video introduce il tema della ergonomia cognitiva e della sua declinazione nello specifico tema della Ergonomia della Comunicazione, che promuove una comunicazione semplice, chiara, non equivocabile : 
https://www.youtube.com/watch?v=r47z5zQ13tQ 









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martedì 21 gennaio 2025

Ergonomia cognitva: oggetti che parlano e si presentano

Un breve video introduce il tema della ergonomia cognitiva e la caratteristica denominata "affordance", la qualità degli artefatti ben progettati di "dichiarare" la loro funzione 



Affordance ed Ergonomia Cognitiva, un video "brutto" ma interessante





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1013:34

giovedì 28 novembre 2024

Ergonomia cognitiva per il Territorio e i Cammini

 Dalle strade dell'impero Romano ai navigatori satellitari



La fruizione umana di un territorio antropizzato e il muoversi delle persone nei percorsi esterni ed interni può e deve ricevere un significativo miglioramento grazie al contributo della ergonomia cognitiva, la parte di ergonomia che si occupa degli aspetti mentali e di comunicazione nella interazione tra uomo e artefatti, siano essi oggetti, ambienti o organizzazioni.

Vogliamo qui introdurre il contributo che gli specialisti in ergonomia cognitiva possono dare in fase di progettazione e di realizzazione per offrire un viaggio più sicuro, gratificante e comodo per i viaggiatori in cammino, sia su sentieri escursionistici che su strutture artificiali e confinate (Piste ciclabili, strade, ferrovie, stazioni, aeroporti, …).

Le origini del moderno “wayfinding” che vedremo tra poco sono forse da ricercarsi nelle mappe del territorio le cui origini sono assai remote . Nella antichità fu proprio l’Impero Romano più di ogni altro capace di organizzare una imponente struttura viaria e di creare strumenti e metodologie per facilitare gli spostamenti sul territorio rendendoli sicuri, agevoli e veloci.E’ fonte di sconcerto e paura la sensazione di “perdersi” in un cammino, come scrisse il sommo poeta Dante all’inizio della sua opera più celebre (“La Divina Commedia”, Inferno, Canto I).

Il wayfinding è una parte dell’ergonomia cognitiva che ci aiuta a non perderci, a “trovare la strada” in modo facile ed efficiente e a muoverci con senso di sicurezza nei territori, sui sentieri e negli ambienti confinati. Non è solo segnaletica e cartellonistica ma considera tutte le possibilità di fornire aiuto e informazioni utili al viaggiatore e a chi si muove in ambienti artificiali e confinati, le metodologie utilizzate includono la progettazione centrata sull’utente e si basano su concet-ti dell’ergonomia cogntiva (coerenza, affordance, mappatura naturale) 


Il testo completo è su ResarchGate:

Erberto Sandon







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martedì 24 gennaio 2023

Ergonomia a fumetti

Lo scopo del progetto "Alfabetizzazione" in ergonomia è quello di comunicare ad un vasto pubblico una visione coinvolgente della Ergonomia, una scienza tanto trascurata quanto affascinante.

Da tempo Erberto Sandon, ergonomo cognitivo iscritto a SIE dal 2005, coltiva l'idea di utilizzare il fumetto, ed in particolare il fumetto Disney come strumento di divulgazione dell'ergonomia verso i più giovani. 

Dal Bricco Briccone di Paperino alla Caffettiera del Masochista del Professor Norman

Paperino e  il bricco briccone (pubblicato in Italia su Topolino libretto n. 439 del 26 aprile 1964  (Walt Disney - trama: Abramo Barosso, sceneggiatura: Giampaolo Barosso, disegni: Luciano Gatto), per esempio, è un divertentissimo racconto apparso tanti anni fa su Topolino, che spiega in modo divertente ma chiaro le tematiche legate alla usabilità degli oggetti, un tema della ergonomia cognitiva che ha il suo maestro nel Professor Donald Norman, autore del libro "La caffettiera del masochista" . Beh, che dire, c'è una straordinaria assonanza col titolo del racconto a fumetti, che parla appunto di un bricco per il caffè che causa molti problemi al protagonista Paperino.



(c)- Disney



La copertina che appare sulla copertina del libro (titolo originale "The Psychology of everyday things") è appunto una caffettiera che sembra progettata per fare del male a chi la usa. E' la metafora di tutti quegli oggetti mal progettati che risultano scomodi da usare, e talvolta persino pericolosi.


(c) - Disney


Il racconto "Paperino e il bricco briccone" ci mostra con esilarante ironia come oggetti "multifunzione" "pluriaccessoriati" possono complicarci la vita. La scena si svolge a Paperopoli, un mondo parallelo di fantasia popolato di anatre e altri animali da cortile, ideato dal genio creativo di Walt Disney.

Come non riconoscerci nelle nostre difficoltà quotidiane nell'affrontare certi oggetti di uso comune quali telefonini "smart", decoder satellitari, ed altri gadget tecnologici?  "Paperino e il bricco briccone" è davvero un bell'esempio di come l'ironia e l'umorismo possano, con straordinaria efficacia comunicativa, divulgare i temi cari ad una scienza trascurata come l'ergonomia.


(c).Disney

Nel racconto si pone anche in evidenza il linguaggio gergale, spesso contorto e poco chiaro, dei manuali d’uso, che dovrebbero chiarire come utilizzate il prodotto ma che spesso risultano comprensibili solo dopo avere imparato per altre strade ad utilizzare l'oggetto!


Il racconto di Paperino evidenzia le difficoltà d'uso degli oggetti mal progettati così ben descritte oltre vent'anni dopo dal Professor Donald Norman nel suo celebre libro "La caffettiera del masochista", ancora oggi considerato la "Bibbia" da tutti coloro che progettano secondo i criteri della ergonomia cognitiva e della usabilità.

 
(c) - Disney

Due parole sugli autori della storia Disney, i fratelli Barosso: Abramo Barosso era laureato In Ingegneria e Giampaolo ha frequentato il Centro di Cibernetica e attività linguistiche dell'Università di Milano.

Nel febbraio 2023  scrissi a Donald Norman una e-mail nella quale gli evidenziai l'insolito collegamento tra la "caffettiera del masochista" e il "bricco briccone" apparso in una storia Disney pubblicata su Topolino.
Il Professor Norman ripose dicendo che effettivamente la simpatica storia di Paperino ci ricorda la caffettiera del masochista che appare nella copertina del suo celebre libro!



Grazie Professor Norman!


Erberto Sandon,  Ergonomo Europeo Certificato - StudioSandon - SIE, Società italiana di Ergonomia, sezione Emilia Romagna



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mercoledì 11 aprile 2018

Alfabetizzazione in ergonomia - Il Gruppo di Lavoro della SIE Emilia-Romagna




Durante  la riunione SIE E.R. del 21 novembre 2017 a Modena (presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, UNIMORE) l'Ing. Erberto Sandon, già referente del Gruppo di Alfabetizzazione, attivo da alcuni anni nell'ambito della sezione Emilia-Romagna, indica la necessità di riavviarlo ed aggiornarlo con l'aiuto dei soci interessati a parteciparvi.

E' importante sottolineare che l'obiettivo (la “mission”) è quella di promuovere consapevolezza e interesse verso la cultura ergonomica e le attività della SIE, Società Italiana di Ergonomia e Fattori Umani, incrementandone la visibilità  a tutti i livelli.

Il risultato delle attività del gruppo di lavoro non dovrà quindi essere un corso di ergonomia, non dovrà formare esperti nel campo ma dovrà in modo accattivante e pervasivo stimolare attenzione sui temi ergonomici, il loro impatto sul mondo del lavoro e sulla società in generale (“raising awareness”).

Sono attivi i seguenti canali di divulgazione e comunicazione dell'ergonomia:

Ergonomia è su Mastodon (il social open-source decentralizzato)


https://www.youtube.com/channel/UCGCvJsymbFx7HfegAS946Cg
 "Comunicare l'ergonomia"

https://www.instagram.com/ergonomia_comunicazione/ 
ergonomia_comunicazione
 
 
https://www.facebook.com/ergonomiacomunicazione 
@ergonomiacomunicazione










mercoledì 14 novembre 2012

Per una possibile definizione di ergonomia

L’ergonomia può essere considerata una disciplina umanistica che si colloca in un ambito del sapere anche scientifico. L’imponderabilità delle teorie filosofiche e la ponderabilità del sapere scientifico (che si basa sul principio di quantificazione, metodo, quindi riproducibilità dei fenomeni) possono essere intesi come caratteri connotanti l’ergonomia letta nella sua complessità e vastità di aree di intervento.

Detto questo, è opportuno considerare l’ergonomia del pensiero come una disciplina umanistica che contiene in sé ramificazioni del sapere empirico e filosofico: e per diventare condotta umana non può che essere una forma di filosofia di vita centrata sulla relazione tra forma e sostanza.

Per  diventare un sapere collettivo, essa si deve basare su un pensiero simbolico, oltre che concreto, abitato da metafore-guida, un po’ come avviene nelle interiorizzazioni delle narrazioni mitologiche in grado di fotografare gli stati dell’essere. L’ergonomia del pensiero necessita pertanto di contenuti tecnici che illustrino le condizioni volte a garantire un benessere psicofisico della persona, entro gli ambienti di lavoro, per una corretta relazione tra produttività, sicurezza nel lavoro e salute, ma è anche una dimensione dell’essere improntata ad un’igiene di vita che è anche acquisizione di senso critico, capacità di lettura dei fenomeni, ricerca di equilibrio, armonia, ordine interiore.

A questi ultimi aspetti, meno palpabili rispetto a quelli tecnici, ma pure importanti, ci riferiamo, per definire l’ergonomia del pensiero una scienza dell’essere che non ha i caratteri della riproducibilità scientifica, bensì possiede i caratteri del metodo in grado di innescare buone pratiche di vita, migliorando spontaneamente il singolo, e di riflesso una collettività composta da individui interagenti, entro una forma di educazione permanente del sé, naturalmente condivisa. 

In questi termini l’ergonomia risulta a tutti gli effetti materia umanistica da trattare con processi di analisi e sintesi del pensiero, con tagli trasversali e interdisciplinari, in cui il dato empirico, quello tecnico, e quello filosofico, tra pensiero concreto e astratto, si intrecciano, riproducendo la natura fisica e metafisica dell’umano, e il legame, da sempre cercato, tra realtà e idealità.  

(L.Secchi, C. Giunchino)